2010.02.28

NOUVELLE LETTRE AUX PHILIPPIENS


podcast

Prenez-moi tous pour modèle, et regardez bien ceux qui vivent selon l'exemple que nous vous donnons. Car je vous l'ai souvent dit, et maintenant je le redis en pleurant : beaucoup de gens vivent en ennemis. Ils vont tous à leur perte. Leur dieu, c'est leur ventre, et ils mettent leur gloire dans ce qui fait leur honte ; ils ne tendent que vers les choses de la terre. Mais nous, nous sommes citoyens des cieux ; c'est à ce titre que nous l'attendons comme sauveur , lui qui transformera nos pauvres corps à l'image de son corps glorieux, avec la puissance qui le rend capable aussi de tout dominer. Ainsi, mes frères bien-aimés que je désire tant revoir, vous, ma joie et ma récompense, tenez bon, mes bien-aimés.

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****

Fatevi miei imitatori, fratelli, e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi.

Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce: 
la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. 
La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore, 
il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose. 
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi!

****

Join with others in being imitators of me, brothers, and observe those who thus conduct themselves according to the model you have in us.

For many, as I have often told you and now tell you even in tears, conduct themselves as enemies of the cross. 
Their end is destruction. Their God is their stomach; their glory is in their "shame." Their minds are occupied with earthly things. 
But our citizenship is in heaven, and from it we also await a savior, the Lord. 
He will change our lowly body to conform with his glorified body by the power that enables him also to bring all things into subjection to himself. 
Therefore, my brothers, whom I love and long for, my joy and crown, in this way stand firm in the Lord, beloved.

****

posted by DELPHINE@11:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 3,17-21.4,1.

A tutti auguro una buona domenica,buona settimana !

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John Piper - detail

 

 

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2010.02.07

HERE I AM !

podcast

L'année de la mort du roi Ozias, je vis le Seigneur qui siégeait sur un trône très élevé ; les pans de son manteau remplissaient le Temple. 
Des séraphins se tenaient au-dessus de lui. Ils avaient chacun six ailes : deux pour se couvrir le visage, deux pour se couvrir les pieds, et deux pour voler.

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Ils se criaient l'un à l'autre : « Saint ! Saint ! Saint, le Seigneur, Dieu de l'univers. Toute la terre est remplie de sa gloire. »

Les pivots des portes se mirent à trembler à la voix de celui qui criait, et le Temple se remplissait de fumée. 
Je dis alors : « Malheur à moi ! je suis perdu, car je suis un homme aux lèvres impures, j'habite au milieu d'un peuple aux lèvres impures : et mes yeux ont vu le Roi, le Seigneur de l'univers ! » 
L'un des séraphins vola vers moi, tenant un charbon brûlant qu'il avait pris avec des pinces sur l'autel. 
Il l'approcha de ma bouche et dit : « Ceci a touché tes lèvres, et maintenant ta faute est enlevée, ton péché est pardonné. » 
J'entendis alors la voix du Seigneur qui disait : « Qui enverrai-je ? qui sera notre messager ? » Et j'ai répondu : « Moi, je serai ton messager : envoie-moi. »

****

Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio.

Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 
Proclamavano l'uno all'altro: "Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria". 
Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. 
E dissi: "Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti". 
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. 
Egli mi toccò la bocca e mi disse: "Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato". 
Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!".

****

In the year King Uzziah died, I saw the Lord seated on a high and lofty throne, with the train of his garment filling the temple.

Seraphim were stationed above; each of them had six wings: with two they veiled their faces, with two they veiled their feet, and with two they hovered aloft. 
"Holy, holy, holy is the LORD of hosts!" they cried one to the other. "All the earth is filled with his glory!" 
At the sound of that cry, the frame of the door shook and the house was filled with smoke. 
Then I said, "Woe is me, I am doomed! For I am a man of unclean lips, living among a people of unclean lips; yet my eyes have seen the King, the LORD of hosts!" 
Then one of the seraphim flew to me, holding an ember which he had taken with tongs from the altar. 
He touched my mouth with it. "See," he said, "now that this has touched your lips, your wickedness is removed, your sin purged."

Then I heard the voice of the Lord saying, "Whom shall I send? Who will go for us?" "Here I am," I said; "send me!"

 

****

posted by FLOR@11:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Libro di Isaia 6,1-2.3-8.

A tutti auguro una buona domenica,buona settimana !

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SERAPHIM

 

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2010.01.24

NOUVELLE LETTRE D'EZRA


podcast

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****

Alors le prêtre Esdras apporta la Loi en présence de l'assemblée, composée des hommes, des femmes, et de tous en âge de comprendre. C'était le premier jour du septième mois.

Esdras, tourné vers la place de la Porte des eaux, fit la lecture dans le livre, depuis le lever du jour jusqu'à midi, en présence des hommes, des femmes, et de tous en âge de comprendre : tout le peuple écoutait la lecture de la Loi. 
Le scribe Esdras se tenait sur une tribune de bois, construite tout exprès. 
Esdras ouvrit le livre ; tout le peuple le voyait, car il dominait l'assemblée. Quand il ouvrit le livre, tout le monde se mit debout. 
Alors Esdras bénit le Seigneur, et tout le peuple, levant les mains, répondit : « Amen ! Amen ! » Puis ils s'inclinèrent et se prosternèrent le visage contre terre. 
Esdras lisait un passage dans le livre de la Loi, puis les lévites traduisaient, donnaient le sens, et l'on pouvait comprendre. 
Néhémie le gouverneur, Esdras qui était prêtre et scribe, et les lévites qui donnaient les explications, dirent à tout le peuple : « Ce jour est consacré ! Ne prenez pas le deuil, ne pleurez pas ! » Car ils pleuraient tous en entendant les paroles de la Loi. 
Esdras leur dit encore : « Allez, mangez des viandes savoureuses, buvez des boissons aromatisées, et envoyez une part à celui qui n'a rien de prêt. Car ce jour est consacré ! Ne vous affligez pas : la joie est votre rempart ! »

****

Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. 
Esdra lo scriba stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza e accanto a lui stavano, a destra Mattitia, Sema, Anaia, Uria, Chelkia e Maaseia; a sinistra Pedaia, Misael, Malchia, Casum, Casbaddàna, Zaccaria e Mesullàm. 
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. 
Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. 
Essi leggevano nel libro della legge di Dio a brani distinti e con spiegazioni del senso e così facevano comprendere la lettura. 
Neemia, che era il governatore, Esdra sacerdote e scriba e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: "Questo giorno è consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete!". Perché tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. 
Poi Neemia disse loro: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza".

****

On the first day of the seventh month, therefore, Ezra the priest brought the law before the assembly, which consisted of men, women, and those children old enough to understand.

Standing at one end of the open place that was before the Water Gate, he read out of the book from daybreak till midday, in the presence of the men, the women, and those children old enough to understand; and all the people listened attentively to the book of the law. 
Ezra the scribe stood on a wooden platform that had been made for the occasion; at his right side stood Mattithiah, Shema, Anaiah, Uriah, Hilkiah, and Maaseiah, and on his left Pedaiah, Mishael, Malchijah, Hashum, Hashbaddanah, Zechariah, Meshullam. 
Ezra opened the scroll so that all the people might see it (for he was standing higher up than any of the people); and, as he opened it, all the people rose. 
Ezra blessed the LORD, the great God, and all the people, their hands raised high, answered, "Amen, amen!" Then they bowed down and prostrated themselves before the LORD, their faces to the ground. 
Ezra read plainly from the book of the law of God, interpreting it so that all could understand what was read. 
Then (Nehemiah, that is, His Excellency, and) Ezra the priest-scribe (and the Levites who were instructing the people) said to all the people: "Today is holy to the LORD your God. Do not be sad, and do not weep"-for all the people were weeping as they heard the words of the law. 
He said further: "Go, eat rich foods and drink sweet drinks, and allot portions to those who had nothing prepared; for today is holy to our LORD. Do not be saddened this day, for rejoicing in the LORD must be your strength!"

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posted by ELISA@11:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Book of Nehemiah 8:2-4.5-6.8-10.

A tutti auguro una buona domenica,buona settimana !

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e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui

 

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2010.01.17

NOUVELLE LETTRE DE CANA


podcast

Les dons de la grâce sont variés, mais c'est toujours le même Esprit. Les fonctions sont variées, mais c'est toujours le même Seigneur. Les activités sont variées, mais c'est toujours le même Dieu. Chacun reçoit le don de manifester l'Esprit en vue du bien de tous. A celui-ci est donné, grâce à l'Esprit, le langage de la sagesse ; à un autre, toujours par l'Esprit, le langage de la connaissance ; un autre reçoit, dans l'Esprit, le don de la foi ; un autre encore, des pouvoirs de guérison dans l'unique Esprit ; un autre peut faire des miracles, un autre est un prophète, un autre sait reconnaître ce qui vient vraiment de l'Esprit ; l'un reçoit le don de dire toutes sortes de paroles mystérieuses, l'autre le don de les interpréter. Mais celui qui agit en tout cela, c'est le même et unique Esprit : il distribue ses dons à chacun, selon sa volonté.

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****

Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;

vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; 
vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 
E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: 
a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; 
a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; 
a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue. 
Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.

****

There are different kinds of spiritual gifts but the same Spirit;

there are different forms of service but the same Lord; 
there are different workings but the same God who produces all of them in everyone. 
To each individual the manifestation of the Spirit is given for some benefit. 
To one is given through the Spirit the expression of wisdom; to another the expression of knowledge according to the same Spirit; 
to another faith by the same Spirit; to another gifts of healing by the one Spirit; 
to another mighty deeds; to another prophecy; to another discernment of spirits; to another varieties of tongues; to another interpretation of tongues. 
But one and the same Spirit produces all of these, distributing them individually to each person as he wishes.

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posted by CHIARA@11:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 12,4-11.

A tutti auguro una buona domenica !!!

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CANA

e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui

 

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2010.01.10

LETTER TO TITUS


podcast


È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini,

che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, 
nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; 
il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. 
Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, 
egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, 
effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, 
perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

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****

La grâce s'est manifestée pour le salut de tous les hommes.

C'est elle qui nous apprend à rejeter le péché et les passions d'ici-bas, pour vivre dans le monde présent en hommes raisonnable, justes et religieux, 
et pour attendre le bonheur que nous espérons avoir quand se manifestera la gloire. 
Car il s'est donné pour nous afin de nous racheter de toutes nos fautes, et de nous purifier pour faire de nous son peuple, un peuple ardent à faire le bien. 
Mais lorsque IL a manifesté sa bonté et sa tendresse pour les hommes, 
il nous a sauvés. Il l'a fait dans sa miséricorde, et non pas à cause d'actes méritoires que nous aurions accomplis par nous-mêmes. Par le bain du baptême, il nous a fait renaître et nous a renouvelés dans l'Esprit. 
Cet Esprit, IL l'a répandu sur nous avec abondance ; 
ainsi, par sa grâce, nous sommes devenus des justes, et nous possédons dans l'espérance l'héritage de la vie éternelle.

****

Beloved: The grace of God has appeared, saving all

and training us to reject godless ways and worldly desires and to live temperately, justly, and devoutly in this age, 
as we await the blessed hope, the appearance of the glory of the great God and of our savior Jesus Christ, 
who gave himself for us to deliver us from all lawlessness and to cleanse for himself a people as his own, eager to do what is good. 
But when the kindness and generous love of God our savior appeared, 
not because of any righteous deeds we had done but because of his mercy, he saved us through the bath of rebirth and renewal by the holy Spirit, 
whom he richly poured out on us through Jesus Christ our savior, 
so that we might be justified by his grace and become heirs in hope of eternal life.

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posted by CHIARA@10:00CET

La Santa Sede - F E S T A

CELEBRAZI ONE DEL BATTESI MO DEI BAMBI NI

S A N T A  M E S S A

C E L E B R A T A  D A L  S A N T O  P A D R E

B E N E D E T T O X V I

N E L L A  C A P P E L L A  S I S T I N A ,

1 0 G E N N A I O 2 0 1 0

Lettera di san Paolo apostolo a Tito 2,11-14.3,4-7.

Nous célébrons aujourd'hui dans le Baptême du Seigneur l'Epiphanie qui ouvre sa vie publique. Ainsi s'achève le temps de Noël. Le commencement  de la vie publique de Jésus est son Baptême par Jean dans le Jourdain. Jean proclamait " un baptême de repentir pour la rémission des péchés ". Une foule de pécheurs, publicains et soldats, Pharisiens et Sadducéens et prostituées vient se faire baptiser par lui. " Alors paraît Jésus ". Le Baptiste hésite, Jésus insiste : il reçoit le Baptême. Alors l'Esprit Saint, sous forme de colombe, vient sur Jésus, et la voix du ciel proclame : " Celui-ci est mon Fils bien-aimé ". C'est la manifestation (" Épiphanie ")

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TO TITUS

 

ADDENDUM :

Die decima septima februarii erit dies Cinerum, et initium ieiunii sacratissimæ Quadragesimæ.

Die quarta aprilis sanctum Pascha Domini nostri Iesu Christi cum gaudio celebrabitis.

Die decima tertia maii erit Ascensio Domini nostri Iesu Christi.

Die vicesima tertia eiusdem festum Pentecostes.

Die tertia iunii festum sanctissimi Corporis et Sanguinis Christi.

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2009.12.24

NATIVITATE DOMINI

 

podcast

Au commencement était le Verbe, la Parole de Dieu, et le Verbe était auprès de Dieu, et le Verbe était Dieu.

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In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

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In the beginning was the Word, and the Word was with God, and the Word was God.

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Il était au commencement auprès de Dieu.

Par lui, tout s'est fait, et rien de ce qui s'est fait ne s'est fait sans lui. 
En lui était la vie, et la vie était la lumière des hommes ; 
la lumière brille dans les ténèbres, et les ténèbres ne l'ont pas arrêtée. 
Il y eut un homme envoyé par Dieu. Son nom était Jean. 
Il était venu comme témoin, pour rendre témoignage à la Lumière, afin que tous croient par lui. 
Cet homme n'était pas la Lumière, mais il était là pour lui rendre témoignage. 
Le Verbe était la vraie Lumière, qui éclaire tout homme en venant dans le monde. 
Il était dans le monde, lui par qui le monde s'était fait, mais le monde ne l'a pas reconnu. 
Il est venu chez les siens, et les siens ne l'ont pas reçu. 
Mais tous ceux qui l'ont reçu, ceux qui croient en son nom, il leur a donné de pouvoir devenir enfants de Dieu. 
Ils ne sont pas nés de la chair et du sang, ni d'une volonté charnelle, ni d'une volonté d'homme : ils sont nés de Dieu. 
Et le Verbe s'est fait chair, il a habité parmi nous, et nous avons vu sa gloire, la gloire qu'il tient de son Père comme Fils unique, plein de grâce et de vérité. 
Jean Baptiste lui rend témoignage en proclamant : « Voici celui dont j'ai dit : Lui qui vient derrière moi, il a pris place devant moi, car avant moi il était. » 
Tous nous avons eu part à sa plénitude, nous avons reçu grâce après grâce : 
après la Loi communiquée par Moïse, la grâce et la vérité sont venues par Jésus Christ. 
Dieu, personne ne l'a jamais vu ; le Fils unique, qui est dans le sein du Père, c'est lui qui a conduit à le connaître.


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Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. 
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. 
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. 
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. 
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. 
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. 
A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 
i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. 
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. 
Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». 
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. 
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. 
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

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He was in the beginning with God.

All things came to be through him, and without him nothing came to be. What came to be
through him was life, and this life was the light of the human race; 
the light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it.
A man named John was sent from God.
He came for testimony, to testify to the light, so that all might believe through him.
He was not the light, but came to testify to the light. 
The true light, which enlightens everyone, was coming into the world. 
He was in the world, and the world came to be through him, but the world did not know him. 
He came to what was his own, but his own people did not accept him.
But to those who did accept him he gave power to become children of God, to those who believe in his name, 
who were born not by natural generation nor by human choice nor by a man's decision but of God.
And the Word became flesh and made his dwelling among us, and we saw his glory, the glory as of the Father's only Son, full of grace and truth.
John testified to him and cried out, saying, "This was he of whom I said, 'The one who is coming after me ranks ahead of me because he existed before me.'"
From his fullness we have all received, grace in place of grace, 
because while the law was given through Moses, grace and truth came through Jesus Christ. 
No one has ever seen God. The only Son, God, who is at the Father's side, has revealed him.

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Con la Novena di Natale, che stiamo celebrando in questi giorni, la Chiesa ci invita a vivere in modo intenso e profondo la preparazione alla Nascita del Salvatore, ormai imminente. Il desiderio, che tutti portiamo nel cuore, è che la prossima festa del Natale ci doni, in mezzo all’attività frenetica dei nostri giorni, serena e profonda gioia per farci toccare con mano la bontà del nostro Dio e infonderci nuovo coraggio.

 

Per comprendere meglio il significato del Natale del Signore vorrei fare un breve cenno all’origine storica di questa solennità. Infatti, l’Anno liturgico della Chiesa non si è sviluppato inizialmente partendo dalla nascita di Cristo, ma dalla fede nella sua risurrezione. Perciò la festa più antica della cristianità non è il Natale, ma è la Pasqua; la risurrezione di Cristo fonda la fede cristiana, è alla base dell’annuncio del Vangelo e fa nascere la Chiesa. Quindi essere cristiani significa vivere in maniera pasquale, facendoci coinvolgere nel dinamismo che è originato dal Battesimo e che porta a morire al peccato per vivere con Dio (cfr Rm 6,4).

 

Il primo ad affermare con chiarezza che Gesù nacque il 25 dicembre è stato Ippolito di Roma, nel suo commento al Libro del profeta Daniele, scritto verso il 204. Qualche esegeta nota, poi, che in quel giorno si celebrava la festa della Dedicazione del Tempio di Gerusalemme, istituita da Giuda Maccabeo nel 164 avanti Cristo. La coincidenza di date verrebbe allora a significare che con Gesù, apparso come luce di Dio nella notte, si realizza veramente la consacrazione del tempio, l’Avvento di Dio su questa terra.

 

Nella cristianità la festa del Natale ha assunto una forma definita nel IV secolo, quando essa prese il posto della festa romana del “Sol invictus”, il sole invincibile; si mise così in evidenza che la nascita di Cristo è la vittoria della vera luce sulle tenebre del male e del peccato. Tuttavia, la particolare e intensa atmosfera spirituale che circonda il Natale si è sviluppata nel Medioevo, grazie a san Francesco d’Assisi, che era profondamente innamorato dell’uomo Gesù, del Dio-con-noi. Il suo primo biografo, Tommaso da Celano, nella Vita seconda racconta che san Francesco «Al di sopra di tutte le altre solennità celebrava con ineffabile premura il Natale del Bambino Gesù, e chiamava festa delle feste il giorno in cui Dio, fatto piccolo infante, aveva succhiato a un seno umano» (Fonti Francescane, n. 199, p. 492). Da questa particolare devozione al mistero dell’Incarnazione ebbe origine la famosa celebrazione del Natale a Greccio. Essa, probabilmente, fu ispirata a san Francesco dal suo pellegrinaggio in Terra Santa e dal presepe di Santa Maria Maggiore in Roma. Ciò che animava il Poverello di Assisi era il desiderio di sperimentare in maniera concreta, viva e attuale l’umile grandezza dell’evento della nascita del Bambino Gesù e di comunicarne la gioia a tutti.

 

Nella prima biografia, Tommaso da Celano parla della notte del presepe di Greccio in un modo vivo e toccante, offrendo un contributo decisivo alla diffusione della tradizione natalizia più bella, quella del presepe. La notte di Greccio, infatti, ha ridonato alla cristianità l’intensità e la bellezza della festa del Natale, e ha educato il Popolo di Dio a coglierne il messaggio più autentico, il particolare calore, e ad amare ed adorare l’umanità di Cristo. Tale particolare approccio al Natale ha offerto alla fede cristiana una nuova dimensione. La Pasqua aveva concentrato l’attenzione sulla potenza di Dio che vince la morte, inaugura la vita nuova e insegna a sperare nel mondo che verrà. Con san Francesco e il suo presepe venivano messi in evidenza l’amore inerme di Dio, la sua umiltà e la sua benignità, che nell’Incarnazione del Verbo si manifesta agli uomini per insegnare un nuovo modo di vivere e di amare.

 

Il Celano racconta che, in quella notte di Natale, fu concessa a Francesco la grazia di una visione meravigliosa. Vide giacere immobile nella mangiatoia un piccolo bambino, che fu risvegliato dal sonno proprio dalla vicinanza di Francesco. E aggiunge: «Né questa visione discordava dai fatti perché, a opera della sua grazia che agiva per mezzo del suo santo servo Francesco, il fanciullo Gesù fu risuscitato nel cuore di molti, che l’avevano dimenticato, e fu impresso profondamente nella loro memoria amorosa» (Vita primaop. cit., n. 86, p. 307). Questo quadro descrive con molta precisione quanto la fede viva e l’amore di Francesco per l’umanità di Cristo hanno trasmesso alla festa cristiana del Natale: la scoperta che Dio si rivela nelle tenere membra del Bambino Gesù. Grazie a san Francesco, il popolo cristiano ha potuto percepire che a Natale Dio è davvero diventato l’“Emmanuele”, il Dio-con-noi, dal quale non ci separa alcuna barriera e alcuna lontananza. In quel Bambino, Dio è diventato così prossimo a ciascuno di noi, così vicino, che possiamo dargli del tu e intrattenere con lui un rapporto confidenziale di profondo affetto, così come facciamo con un neonato.

 

In quel Bambino, infatti, si manifesta Dio-Amore: Dio viene senza armi, senza la forza, perché non intende conquistare, per così dire, dall’esterno, ma intende piuttosto essere accolto dall’uomo nella libertà; Dio si fa Bambino inerme  per vincere la superbia, la violenza, la brama di possesso dell’uomo. In Gesù Dio ha assunto questa condizione povera e disarmante per vincerci con l’amore e condurci alla nostra vera identità. Non dobbiamo dimenticare che il titolo più grande di Gesù Cristo è proprio quello di “Figlio”, Figlio di Dio; la dignità divina viene indicata con un termine, che prolunga il riferimento all’umile condizione della mangiatoia di Betlemme, pur corrispondendo in maniera unica alla sua divinità, che è la divinità del “Figlio”.

 

La sua condizione di Bambino ci indica, inoltre, come possiamo incontrare Dio e godere della Sua presenza. E’ alla luce del Natale che possiamo comprendere le parole di Gesù: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Chi non ha capito il mistero del Natale, non ha capito l’elemento decisivo dell’esistenza cristiana. Chi non accoglie Gesù con cuore di bambino, non può entrare nel regno dei cieli: questo è quanto Francesco ha voluto ricordare alla cristianità del suo tempo e di tutti tempi, fino ad oggi. Preghiamo il Padre perché conceda al nostro cuore quella semplicità che riconosce nel Bambino il Signore, proprio come fece Francesco a Greccio. Allora potrebbe succedere anche a noi quanto Tommaso da Celano – riferendosi all’esperienza dei pastori nella Notte Santa (cfr Lc 2,20) - racconta a proposito di quanti furono presenti all’evento di Greccio: “ciascuno se ne tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia” (Vita primaop. cit., n. 86, p. 479).

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posted by GSV@22:00CET

La Santa Sede - SOLENNITÀ DEL

NATALE DEL SIGNORE 2009

S A N T A M E S S A

CELEBRATA DAL SANTO PADRE

B E N E D E T T O X V I

N E L L A B A S I L I C A V A T I C A N A

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,1-18.

Buon Natale a tutti!

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NATIVITATE DOMINI



«Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

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2009.12.20

HE SHALL BE PEACE !

podcast

Toi, le plus petit des clans, c’est de toi que je ferai sortir celui qui doit gouverner.

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Ses origines remontent aux temps anciens, à l’aube des siècles.

Après un temps de délaissement, viendra un jour où enfantera celle qui doit enfanter.

Il se dressera et il sera leur berger par la puissance du Seigneur, par la majesté du nom de son Dieu. Ils vivront en sécurité, car désormais sa puissance s'étendra jusqu'aux extrémités de la terre, 
et lui-même, il sera la paix !

****

E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore ; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli. 
Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra 
e tale sarà la pace.

****

But you, Bethlehem-Ephrathah too small to be among the clans of Judah, From you shall come forth for me one who is to be ruler ; Whose origin is from of old, from ancient times.

Therefore the Lord will give them up, until the time when she who is to give birth has borne.
He shall stand firm and shepherd his flock by the strength of the LORD, in the majestic name of the LORD, his God; And they shall remain, for now his greatness shall reach to the ends of the earth; 
he shall be peace.

****

Con la IV Domenica di Avvento, il Natale del Signore è ormai dinanzi a noi. La liturgia, con le parole del profeta Michea, invita a guardare a Betlemme, la piccola città della Giudea testimone del grande evento: “E tu, Betlemme di Efrata, / così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, / da te uscirà per me / colui che deve essere il dominatore in Israele; / le sue origini sono dall’antichità, / dai giorni più remoti” (Mi 5,1). Mille anni prima di Cristo, Betlemme aveva dato i natali al grande re Davide, che le Scritture concordano nel presentare come antenato del Messia. Il Vangelo di Luca narra che Gesù nacque a Betlemme perché Giuseppe, lo sposo di Maria, essendo della “casa di Davide”, dovette recarsi in quella cittadina per il censimento, e proprio in quei giorni Maria diede alla luce Gesù (cfr Lc 2,1-7). In effetti, la stessa profezia di Michea prosegue accennando proprio ad una misteriosa nascita: “Dio li metterà in potere altrui – dice – / fino a quando partorirà colei che deve partorire; / e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele” (Mi 5,2). C’è dunque un disegno divino che comprende e spiega i tempi e i luoghi della venuta del Figlio di Dio nel mondo. E’ un disegno di pace, come annuncia ancora il profeta parlando del Messia: “Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, / con la maestà del nome del Signore, suo Dio. / Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande / fino agli estremi confini della terra. / Egli stesso sarà la pace!” (Mi 5,3).

 

Proprio quest’ultimo aspetto della profezia, quello della pace messianica, ci porta naturalmente a sottolineare che Betlemme è anche una città-simbolo della pace, in Terra Santa e nel mondo intero. Purtroppo, ai nostri giorni, essa non rappresenta una pace raggiunta e stabile, ma una pace faticosamente ricercata e attesa. Dio, però, non si rassegna mai a questo stato di cose, perciò anche quest’anno, a Betlemme e nel mondo intero, si rinnoverà nella Chiesa il mistero del Natale, profezia di pace per ogni uomo, che impegna i cristiani a calarsi nelle chiusure, nei drammi, spesso sconosciuti e nascosti, e nei conflitti del contesto in cui si vive, con i sentimenti di Gesù, per diventare ovunque strumenti e messaggeri di pace, per portare amore dove c’è odio, perdono dove c’è offesa, gioia dove c’è tristezza e verità dove c’è errore, secondo le belle espressioni di una nota preghiera francescana.

 

Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. “Egli stesso sarà la pace!” – dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo. Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con fede al servizio del disegno di Dio. Anche se non lo comprendiamo pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e bontà. Cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, e la Provvidenza ci aiuterà.

 

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posted by CHIARA@12:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

ANGELUS

Libro di Michea 5,1-4

Buon Natale a tutti!

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IN Ur EYES...

A tutti auguro una buona Natale !


«Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

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2009.12.13

LA MIA SALVEZZA

 

podcast

j'ai confiance ! io confiderò ! I am confident !

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Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza". 
In quel giorno direte: "Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime. 
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose grandiose, ciò sia noto in tutta la terra. 
Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Te !!".

****

Car IL est ma force et mon chant, je lui dois le salut.

Rendez grâce, criez son nom, annoncez parmi les peuples ses hauts fait ! Rappelez que sublime est son nom ; 
jouez ! Car il a fait la merveille connue de toute la terre. 
Jubilez, criez de joie, habitants, car il est grand au milieu de Toi !

 

****

God indeed is my savior; I am confident and unafraid. My strength and my courage is the LORD, and he has been my savior. 
With joy you will draw water at the fountain of salvation, 
and say on that day: Give thanks to the LORD, acclaim his name; among the nations make known his deeds, proclaim how exalted is his name. 
Sing praise to the LORD for his glorious achievement; let this be known throughout all the earth. 
Shout with exultation, O city, for great in your midst is the Holy One !

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posted by CHIARA@00:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Libro di Isaia 12,2-6.Book of Isaiah 12:2-3.4.5-6.

A tutti auguro una buona domenica !!!

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2009.12.06

MISERICORDIA E GIUSTIZIA

podcast

Quitte ta robe de tristesse et de misère, et revêts la parure de la gloire pour toujours,

enveloppe-toi dans le manteau de la justice, mets sur ta tête le diadème de la gloire. 
IL va déployer ta splendeur partout sous le ciel, 
car pour toujours IL te donnera ces noms : « Paix-de-la-justice » et « Gloire-de-la-piété ». 
Debout ! tiens-toi sur la hauteur, et regarde vers l'orient : vois tes enfants rassemblés du levant au couchant par la parole ; ils se réjouissent parce que IL se souvient. 
Tu les avais vus partir à pied, emmenés par les ennemis, et IL te les ramène, portés en triomphe, comme sur un trône royal. 
Car IL a décidé que les hautes montagnes et les collines éternelles seraient abaissées, et que les vallées seraient comblées : ainsi la terre sera aplanie.
Sur son ordre, les forêts et leurs arbres odoriférants donneront leur ombrage ; 
car Il la conduira dans la joie, à la lumière de sa gloire, lui donnant comme escorte sa miséricorde et sa justice.

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Deponi, la veste del lutto e dell'afflizione, rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. 
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul capo il diadema di gloria dell'Eterno, 
perché Dio mostrerà il tuo splendore ad ogni creatura sotto il cielo. 
Sarai chiamata da Dio per sempre: Pace della giustizia e gloria della pietà. 
Sorgi, e stà in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti da occidente ad oriente, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. 
Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale. 
Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. 
Anche le selve e ogni albero odoroso faranno ombra per comando di Dio. 
Perché Dio ricondurrà con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.

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Take off your robe of mourning and misery; put on the splendor of glory from God forever:

Wrapped in the cloak of justice from God, bear on your head the mitre that displays the glory of the eternal name. 
For God will show all the earth your splendor: 
you will be named by God forever the peace of justice, the glory of God's worship. 
Up ! stand upon the heights; look to the east and see your children Gathered from the east and the west at the word of the Holy One, rejoicing that they are remembered by God. 
Led away on foot by their enemies they left you: but God will bring them back to you borne aloft in glory as on royal thrones. 
For God has commanded that every lofty mountain be made low, And that the age-old depths and gorges be filled to level ground, that he may advance secure in the glory of God. 
The forests and every fragrant kind of tree have overshadowed him at God's command; 
For God is leading him in joy by the light of his glory, with his mercy and justice for company.

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posted by GSV@12:00CET

La Santa Sede - Piazza San Pietro

Libro di Baruc 5,1-9.

A tutti auguro una buona domenica !

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BARUC


Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?

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2009.11.29

AVVENTO


podcast

« Voici l'époux qui vient. » (Mt 25,6)

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Notre époux, prononce ce mot. En latin le mot « venit » contient en lui deux temps du verbe : le passé et le présent ; ce qui ne l'empêche pas de viser aussi le futur. C'est pourquoi nous allons considérer trois avènements chez notre époux.

Lors du premier avènement, il se fit homme à cause de l'homme, par amour. Le second avènement a lieu tous les jours, souvent et en mainte occasion, dans chaque coeur qui aime, accompagné de nouvelles grâces et de nouveaux dons, selon la capacité de chacun. Dans le troisième avènement, l'on considère celui qui aura lieu le jour du Jugement ou à l'heure de la mort...

Le motif pour lequel IL a créé les anges et les hommes est sa bonté infinie et sa noblesse, puisqu'il a voulu le faire afin que la béatitude et la richesse qu'il est lui-même soient révélées aux créatures douées de raison, et que celles-ci puissent le savourer dans le temps, et jouir de lui au delà du temps, dans l'éternité.

Le motif pour lequel IL s'est fait homme est son amour insaisissable et la détresse des hommes, car ils étaient altérés par la chute du péché originel et incapables de s'en guérir. Mais le motif pour lequel IL a accompli toutes ses oeuvres sur terre non seulement selon sa divinité mais aussi selon son humanité est quadruple : à savoir son divin amour, qui est sans mesure ; l'amour créé, ou charité, qu'il possédait dans son âme, grâce à l'union avec le Verbe éternel et grâce au don parfait que lui en a fait son Père ; la grande détresse en laquelle se trouvait la nature humaine ; enfin, l'honneur de son Père. Voilà les motifs de l'avènement, notre époux, et de toutes ses oeuvres.

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“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi” (Fil 4,6). Doppia gioia a motivo di un doppio beneficio: la prima e la seconda venuta. Dobbiamo rallegrarci perché il Signore, nella sua prima venuta, ci ha portato ricchezze e onore. Dobbiamo rallegrarci ancora perché, nella sua seconda venuta ci darà “lunghi giorni in eterno senza fine” (Sal 20,5). Secondo i Proverbi,  “lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezze e onore” (3,16). La sinistra è la prima venuta, con le sue ricchezze gloriose, l’umiltà e la povertà, la pazienza e l’obbedienza. La destra è la seconda venuta, con la vita eterna.

 

Della prima venuta, Isaia parla in questi termini: “Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non hai tu forse fatto a pezzi il superbo, non hai trafitto il drago? Forse non hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso e non hai fatto della profondità del mare una strada perché vi passassero i redenti? (Is 51, 9-10). Il braccio del Signore, è Gesù Cristo, Figlio di Dio, per mezzo di lui e in lui Dio ha fatto tutte le cose... O braccio del Signore, o Figlio di Dio, svegliati; vieni a noi, dalla gloria di tuo Padre, prendendo la nostra carne. Rivestiti della forza della divinità, per lottare contro “il principe di questo mondo” (Gv 12,31) e per “scacciare l’uomo forte”, tu che sei quello “più forte di lui” (Lc 11,21-22). Svegliati per riscattare il genere umano, come hai liberato, nei giorni antichi, il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto... Hai prosciugato il Mar Rosso; ciò che hai fatto, lo farai ancora..., come hai tracciato nelle profondità degli inferi una strada perché vi passassero i riscattati.


Della seconda venuta il Signore parla in questi termini nel profeta Isaia: “Farò di Gerusalemme – la Gerusalemme celeste, costituita dagli angeli e dagli uomini – una gioia, del suo popolo un gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto” (Is 65, 18-19), perché come sta scritto altrove: “Il Signore asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8).

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"The bridegroom is coming" (Mt 25,6). Christ our Bridegroom speaks this word in Latin: «venit». This word could be in either the present or the perfect tense and so contains within itself two different times: the time which is past and that which is present. In addition, Christ means the time which is still to come. For this reason we shall have· to consider three comings of our Bridegroom Jesus Christ.


In the first of these comings he became a human being out of love for us. The second coming takes place daily in many and various ways in every loving heart, for he comes with new gifts and new graces according to the measure in which each person is able to receive them. The third coming is that on the Day of Judgment or at the hour of death... 

The reason God created angels and human beings was his fathomless goodness and nobility. He wished the blessedness and richness that he is in himself to be revealed to rational creatures so that they might savor him in this temporal world and enjoy him beyond the temporal order in eternity.

The reason God became a human being was his incomprehensible love and the need of all persons, for they had been corrupted through original sin and could do nothing of themselves to change their condition. But there were four reasons why Christ, according to both his divinity and his humanity, performed all his works on earth: first, his divine love, which is immeasurable; secondly, that created love which is called charity and which he had in his soul through his union with the eternal Word and through the perfect gifts which he received from his Father; thirdly, the great need of human nature; and fourthly, the honor of his Father. These are the reason for the coming of Christ our Bridegroom and for all that he did.

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La Santa Sede - Piazza San Pietro

Le due venute del Signore

I DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C : Lc 21,25-28#Lc 21,34-36

Sant’Antonio di Padova (circa 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa 
Omelie per la domenica, domenica di Avvento

A tutti auguro una buona domenica !

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AVVENTO


Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?

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