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2007.07.04

SAN BASILIO


podcast

Aujourd’hui, notre attention est retenue par la très grande et lumineuse figure de saint Basile. Né autour de 330, dans une famille profondément croyante, instruit par les meilleurs maîtres d’Athènes et de Constantinople, saint Basile se détourna d’une vie qu’il considéra jusqu’alors « gaspillée » pour entrer dans la vie monastique, afin de contempler le Christ et de n’écouter que Lui seul. Ordonné prêtre, il devint, en 370, évêque de Césarée de Cappadoce.

La brièveté de son épiscopat, qui ne dura qu’une petite dizaine d’année, ne lui fit pourtant négliger aucun aspect de sa mission de pasteur. Par sa prédication et ses écrits, il fortifia la foi des fidèles. Face aux hérésies, il défendit la divinité du Christ et de l’Esprit Saint. Soucieux de sauvegarder l’unité de l’Église, il en protégea aussi la liberté vis-à-vis des pouvoirs politiques. Réformateur de la liturgie, il se montra également très attentif aux difficiles conditions matérielles des fidèles, créant notamment divers hospices pour les nécessiteux, qui formeront une véritable « cité de la miséricorde », à laquelle on donnera le nom de Basiliade.

Ayant favorisé l’émergence de fraternités de chrétiens consacrés à Dieu, il développa aussi une profonde réflexion sur l’expérience monastique, dont Saint Benoît, dans sa Règle, se reconnaîtra le débiteur.

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Oggi vogliamo ricordare uno dei grandi Padri della Chiesa, san Basilio, definito dai testi liturgici bizantini un «luminare della Chiesa». Fu un grande Vescovo del IV secolo, a cui guarda con ammirazione tanto la Chiesa d’Oriente quanto quella d’Occidente per la santità della vita, per l'eccellenza della dottrina e per la sintesi armonica di doti speculative e pratiche. Egli nacque attorno al 330 in una famiglia di santi, "vera Chiesa domestica", che viveva in un clima di profonda fede. Compì i propri studi presso i migliori maestri di Atene e di Costantinopoli. Insoddisfatto dei suoi successi mondani, e accortosi di aver sciupato molto tempo nelle vanità, egli stesso confessa: «Un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo, mi rivolsi alla mirabile luce della verità del Vangelo..., e piansi sulla mia miserabile vita» (cfr Ep. 223: PG 32,824a). Attirato da Cristo, cominciò a guardare verso di Lui e ad ascoltare Lui solo (cfr Moralia 80,1: PG 31,860bc). Con determinazione si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell'esercizio della carità (cfr Epp. 2 e 22), seguendo anche l'esempio della sorella, santa Macrina, che già viveva nell'ascetismo monacale. Fu poi ordinato sacerdote e infine, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell'attuale Turchia.

Mediante la predicazione e gli scritti svolse un’intensa attività pastorale, teologica e letteraria. Con saggio equilibrio seppe unire insieme il servizio alle anime e la dedizione alla preghiera e alla meditazione nella solitudine. Avvalendosi della sua personale esperienza, favorì la fondazione di molte "fraternità" o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,29 in laudem Basilii: PG 36,536b). Con la parola e con gli scritti, molti dei quali sono giunti fino a noi (cfr Regulae brevius tractatae, Proemio: PG 31,1080ab), li esortava a vivere e a progredire nella perfezione. Alle sue opere hanno attinto anche vari legislatori del monachesimo antico, tra cui san Benedetto, che considerava Basilio come il suo maestro (cfr Regula 73,5). In realtà, san Basilio ha creato un monachesimo molto particolare: non chiuso alla comunità della Chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa locale, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostrava la ferma adesione a Lui — l'amore per Lui — soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri ed hanno così mostrato la vita cristiana nella sua completezza. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, parlando del monachesimo, ha scritto: «Si ritiene da molti che quella struttura capitale della vita della Chiesa che è il monachesimo sia stata posta, per tutti i secoli, principalmente da san Basilio; o che, almeno, non sia stata definita nella sua natura più propria senza il suo decisivo contributo» (Lettera Apostolica Patres Ecclesiae 2).

Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,48-51 in laudem Basilii: PG 36,557c-561c). A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi (cfr Basilio, Ep. 94: PG 32,488bc), quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di Basiliade (cfr Sozomeno, Historia Eccl. 6,34: PG 67,1397a). Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati.

Consapevole che «la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa, e insieme la fonte da cui promana tutta la sua virtù» (Sacrosanctum Concilium 10), Basilio, pur preoccupato di realizzare la carità che è il contrassegno della fede, fu anche un sapiente «riformatore liturgico» (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,34 in laudem Basilii: PG 36,541c). Ci ha lasciato infatti una grande preghiera eucaristica [o anafora] che da lui prende nome, e ha dato un ordinamento fondamentale alla preghiera e alla salmodia: per suo impulso il popolo amò e conobbe i Salmi, e si recava a pregarli anche nella notte (cfr Basilio, In Psalmum 1,1-2: PG 29,212a-213c). E così vediamo come liturgia, adorazione, preghiera vadano insieme con la carità, si condizionino reciprocamente.

Con zelo e coraggio Basilio seppe opporsi agli eretici, i quali negavano che Gesù Cristo fosse Dio come il Padre (cfr Basilio, Ep. 9,3: PG 32,272a; Ep. 52,1-3: PG 32,392b-396a; Adv. Eunomium 1,20: PG 29,556c). Similmente, contro coloro che non accettavano la divinità dello Spirito Santo, egli sostenne che anche lo Spirito è Dio, e «deve essere con il Padre e il Figlio connumerato e conglorificato» (cfr. De Spiritu Sancto: SC 17bis, 348). Per questo Basilio è uno dei grandi Padri che hanno formulato la dottrina sulla Trinità: l'unico Dio, proprio perchè è Amore, è un Dio in tre Persone, le quali formano l'unità più profonda che esista, l'unità divina.

Nel suo amore per Cristo e per il suo Vangelo, il grande Cappadoce si impegnò anche a ricomporre le divisioni all'interno della Chiesa (cfr Epp. 70 e 243), adoperandosi perché tutti si convertissero a Cristo e alla sua Parola (cfr De iudicio 4: PG 31,660b-661a), forza unificante, alla quale tutti i credenti devono ubbidire (cfr ibid. 1-3: PG 31,653a-656c).

In conclusione, Basilio si spese completamente nel fedele servizio alla Chiesa e nel multiforme esercizio del ministero episcopale. Secondo il programma da lui stesso tracciato, egli divenne «apostolo e ministro di Cristo, dispensatore dei misteri di Dio, araldo del regno, modello e regola di pietà, occhio del corpo della Chiesa, pastore delle pecore di Cristo, medico pietoso, padre e nutrice, cooperatore di Dio, agricoltore di Dio, costruttore del tempio di Dio» (cfr Moralia 80,11-20: PG 31,864b-868b).

E’ questo il programma che il santo Vescovo consegna agli annunciatori della Parola – ieri come oggi –, un programma che egli stesso si impegnò generosamente a mettere in pratica. Nel 379 Basilio, non ancora cinquantenne, consumato dalle fatiche e dall'ascesi, ritornò a Dio, «nella speranza della vita eterna, attraverso Gesù Cristo Signore nostro» (De Baptismo 1,2,9). Egli fu un uomo che visse veramente con lo sguardo fisso a Cristo, un uomo dell'amore per il prossimo. Pieno della speranza e della gioia della fede, Basilio ci mostra come essere realmente cristiani.

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BENEDICTVS PP. XVI



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La Santa Sede
UDIENZA GENERALE
Aula Paolo VI
Mercoledì, 4 luglio 2007
San Basilio


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